COMUNICATO
STAMPA DEL 05/02/04
L'INFANZIA
IN FAMIGLIA E A SCUOLA:
FORMAZIONE INTEGRATA, FORMA PRIMA DI TUTELA
Si è tenuta lo scorso 5 febbraio a Città della Pieve, presso
l’Oratorio di San Luigi, una conferenza-dibattito sul tema
“”L’infanzia in famiglia e a scuola: formazione integrata,
forma prima di tutela”, organizzata dal Centro per lo studio
e la prevenzione del disagio nell'infanzia, con il patrocinio
della Fondazione “Carlo Caetani della Fargna”, l’Archidiocesi
di Perugia-Città della Pieve e il Dipartimento di Filosofia
dell’Università di Perugia. La conferenza è stata presieduta
dall’Arcivescovo di Perugia, Mons. Giuseppe Chiaretti, che
ha svolto una breve riflessione sul tema dell’infanzia.
«Non basta dire, come si legge nello slogan della Giornata
per la vita, che "Senza figli non c'è futuro" – ha affermato
Chiaretti –: occorre preoccuparsi della “qualità” dei figli,
che deriva dai modelli educativi che una società adotta.
Sono segnali positivi sia la convergenza di attenzione del
Papa e del Presidente della Repubblica sul tema dell’infanzia,
sia il mea culpa di alcuni esponenti di sinistra che hanno
ammesso di aver creduto illusoriamente che il perseguimento
del welfare state fosse sufficiente da solo per venire incontro
ai problemi della famiglia». «Ciò di cui ogni bambino ha
bisogno – ha concluso Chiaretti – è di essere amato. Ogni
caso di devianza giovanile, dalla droga alla delinquenza,
affonda le sue radici in una grave carenza affettiva vissuta
nei primi anni di vita e nell’adolescenza». Ritornando poi
su un tema che lo colpisce profondamente nell’animo, il
dramma della pedofilia, Chiaretti ha ricordato che «Troppo
spesso in nome della liberta di espressione si finisce per
consentire di fatto la diffusione di comportamenti atroci».
Nel suo intervento, la prof.ssa Sira Serenella Macchietti,
docente di Pedagogia generale presso il Dipartimento di
Scienze Umane e dell’Educazione ad Arezzo, ha messo in luce
alcuni punti chiave della riflessione pedagogica sull’infanzia.
«Gli odierni mezzi di comunicazione tendono ad offrirci
rappresentazioni banalizzate o patetiche dell’infanzia –
ha affermato la prof.ssa Macchietti. La realtà è che l'infanzia
vive oggi più che nel passato in una situazione complessa.
La cultura di oggi è frammentata e a percepirlo sono soprattutto
i bambini. Oggi il bambino è collocato in un sistema educativo
composto da media, famiglia, chiesa, scuola. Occorre che
questo sistema diventi il più possibile “ecologico”, che
cioè gli elementi che lo compongono siano in armonia». Riguardo
al ruolo dei genitori nell’educazione dei figli, la Macchietti
ha affermato che «oggi il bambino è conteso tra due visioni
stereotipate dell’infanzia: il “Piccolo Buddha”, cioè il
bambino prodigio trattato come un principe che finisce per
occupare tutte le attenzioni in famiglia, e il “Pollicino”,
cioè il bambino che vive la condizione di una famiglia disgregata,
mancante di punti di riferimento, inascoltato, accontentato
unicamente nei suoi bisogni consumistici, ma non in quelli
affettivi». La prof.ssa Macchietti ha tenuto a sottolineare
che «il bambino appartiene non ai genitori ma a se stesso,
ed è suo diritto poter “diventare ciò che egli è”. Oggi
il bambino è costretto ad adeguarsi ai tempi, ai divertimenti,
agli spazi, perfino agli ascolti televisivi degli adulti.
Occorre al contrario riscoprire il senso dei diritti del
bambino. La civiltà di un popolo si misura in base a suoi
modelli educativi». |
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