|
INFANZIA
E SEPARAZIONE |
|
|
|
Titolo:
Autore:
Rivista: |
Difficoltà di coppia e riflessione pedagogica
L’articolo propone una riflessione sulle nuove difficoltà che oggigiorno
la coppia coniugale può incontrare nella vita quotidiana, difficoltà che
incrementano quella forma di disagio che l’autore chiama “disagio
sommerso”, che determina la “crisi di coppia”, oltre a pregiudicare le
funzioni educative dei coniugi e, quindi, le loro responsabilità
genitoriali. Tali problematicità sono legate al tramonto di alcuni
valori socio-culturali ed etico-religiosi, nonché connesse al tipo di
cultura educativa su cui gli attuali modelli di convivenza poggiano e
che influisce sulle scelte dei soggetti coinvolti. Risultano pertanto
auspicabili “interventi idonei a fare leva sulle capacità di
autocorrezione dei singoli coniugi, delle coppie, delle famiglie nel
loro insieme”per recuperare dall’interno l’equilibrio della coppia e il
desiderio-impegno dei coniugi di ri-progettare il proprio futuro
insieme. Validi aiuti alle famiglie in difficoltà possono venire “dalle
altre coppie che compongono la comunità ecclesiale locale” e da
istituzioni specifiche, quali consultori e organismi della pastorale
familiare.
Luigi Pati
Pedagogia e
vita, n.2, marzo-aprile 2003, pp. 23-42 |
|
|
|
|
Titolo:
Autore:
Rivista: |
L’attuale situazione dei servizi, con riferimento al dopo separazione
L’articolo propone una riflessione sull’attuale situazione dei servizi
sociali italiani: molte famiglie separate hanno difficoltà nel trovare
risposte adeguate ai propri problemi in tali centri a causa di vari
motivi, come, per esempio, carenze informative che determinano
un’impossibilità di intervento precoce, instabilità organizzativa degli
enti stessi, ecc. È pertanto necessario che ogni Comune italiano si
attivi per far emergere i reali bisogni di tutte le famiglie (famiglie
per così dire ‘normali’, in crisi, separate, ricostituite) della
comunità, al fine di promuovere, in questi centri, interventi mirati sia
sul piano istituzionale che professionale.
Fiorentino Busnelli E.
Servizi sociali, n.4, 1999, pp.140-148 |
|
|
|
|
|
|
Si segnala l’intero numero della rivista Maltrattamento e abuso
dell’infanzia (n.1, vol.2, marzo 2000) che presenta quale nucleo
tematico il conflitto genitoriale e il maltrattamento
psicologico del minore. In particolare si segnalano qui di
seguito i contributi di maggiore interesse. |
|
|
Titolo:
Autore:
Rivista: |
Conflittualità genitoriale e
rischio di abuso psicologico
Nell'articolo gli autori sottolineano che il disagio psicologico vissuto
dal bambino coinvolto nel conflitto genitoriale, può compromettere il
benessere evolutivo dello stesso: egli, infatti, è molto spesso portato
a trascurare le proprie necessità evolutive per soddisfare i bisogni dei
genitori(evidenziati dalla separazione), sacrificando la propria
individualità.
Monaco W., Marinucci S., Viola S.
Maltrattamento e abuso dell’infanzia, n.1, vol.2, marzo 2000, pp.37-46 |
|
|
|
|
Titolo:
Autore:
Rivista: |
Il figlio nel conflitto genitoriale
La separazione richiede una ristrutturazione individuale e familiare,
che necessita di genitori responsabili e capaci di rispondere ai bisogni
di stabilità e continuità delle relazioni primarie del figlio. Il
disagio psicologico vissuto dal bambino è strettamente legato al
prolungarsi temporale della conflittualità genitoriale, al tipo di
conflitto, alle modalità di separazione, all’età del figlio al momento
dell’evento separativo.
Consegnati M. R.
Maltrattamento e abuso dell’infanzia, n.1, vol.2, marzo 2000, pp.47-61 |
|
|
|
|
Titolo:
Autore:
Rivista: |
La violenza morale sul minore
nelle coppie separate
L’articolo propone una riflessione sulla possibilità di sottoporre a
processo penale il genitore che ostacola il normale svolgimento dei
rapporti affettivi del figlio con l’altro genitore, compromettendo
l’equilibrato sviluppo emotivo-affettivo del bambino. C’è bisogno,
secondo l’autore, di una giurisprudenza ‘educativa’ che insegni “il
ruolo del genitore separato, il quale necessariamente deve scindere il
vincolo affettivo verso l’adulto da quello, fortemente
responsabilizzato, verso il figlio, imparando che si può essere ottimi
genitori senza essere stati, magari, buoni compagni di vita”.
Roia F.
Maltrattamento e abuso dell’infanzia, n.1, vol.2, marzo 2000, pp.121-125 |
|
|
|
|
Titolo:
Autore:
Rivista: |
La mediazione familiare:
separarsi e continuare ad essere genitori
L’articolo propone una riflessione sull’importante ruolo della
Mediazione Familiare nella promozione di una “cultura della
genitorialità responsabile” in presenza di separazioni coniugali. La
Mediazione Familiare può aiutare i coniugi in crisi a riattivare la
comunicazione fra loro, superando l’aspro conflitto che in genere
accompagna le separazioni e che inesorabilmente si ripercuote in maniera
negativa sullo sviluppo dei figli, e ad assumersi l’impegno di occuparsi
insieme dei figli pur non essendo più una coppia.
Giorgi N.
La rivista di servizio sociale, n.2, giugno 2000, pp.23-27 |
|
|
|
|
Titolo:
Autore:
Rivista: |
Separazioni conflittuali dei
genitori
La presenza di disturbi psicologici nei bambini che vivono situazioni di
crisi familiari è legata, secondo vari studiosi (Tiberio A., Vi dichiaro
separati, Franco Angeli, Milano, 1999; Bernardini I., Genitori ancora,
Editori Riuniti, Firenze, 1994; Thenakis W., “Le relazioni del figlio
diviso”, in Famiglia oggi, n.12, 1995; Castelli S., Sulla mediazione,
Cortina, Milano, 1996; ed altri) non all’evento di separazione o
divorzio dei genitori in sé, quanto alla cattiva gestione dell’angoscia
causata da queste situazioni e alla forte conflittualità esistente fra i
coniugi, sia prima che dopo la separazione. La disarmonia familiare può
infatti interferire, quando non addirittura compromettere, con i
processi di separazione/individuazione degli adolescenti. La mediazione
familiare risulta pertanto importante per aiutare i coniugi separati a
rimanere comunque genitori uniti.
AA.VV.
Prospettive sociali e sanitarie, n.10, 1 giugno 2002, pp.11-14 |
|
|
|
|
|
|
IL
MESTIERE DEL GENITORE |
|
|
|
Titolo:
Autore:
Rivista: |
Genitori consapevoli,
genitori competenti
Il difficile compito genitoriale richiede ai genitori una
buona conoscenza non solo dei propri figli e dei loro bisogni, ma anche,
e prima di tutto, una buona conoscenza di se stessi, prerogativa
indispensabile per svolgere la delicata funzione di sostegno e
incoraggiamento che compete loro. È importante, inoltre, avere un
atteggiamento positivo ed accogliente verso se stessi e verso gli altri,
per promuovere la formazione di persone con un buon livello di
autostima, nonché responsabili e capaci di risolvere i problemi
quotidiani che si trovano ad affrontare.
Giovanni Bovini
Vita dell’infanzia, n.1, gennaio 2003, pp. 25-26 |
|
|
|
|
Titolo:
Autore:
Rivista: |
Formare i genitori?
L’articolo propone una riflessione sull’opportunità di “educare alla
genitorialità”, fornire cioè a genitori ed adulti a contatto con minori,
abilità e supporti per migliorare la propria efficacia educativa.
Un’educazione, quella genitoriale, da considerare come importante
fattore di sviluppo sociale e di prevenzione di disagi adolescenziali,
nel riconoscimento che la famiglia è il fulcro della società e che è
proprio a partire da questa che si promuove la formazione del cittadino
di domani. La formazione dei genitori è indicata dall’autrice come un
‘deficit da colmare’ in una società che non solo non educa i genitori,
ma troppo spesso li diseduca, in quanto promotrice della priorità dei
valori dell’economia e dei mercati su quelli della formazione.
Anna Marina Mariani
Scuola Italiana Moderna”, n.11, 15 febbraio 2003, pp. 6-8 |
|
|
|
|
Titolo:
Autore:
Rivista: |
Diventare genitori, per
sempre
Si riprende il tema dell’ “educazione alla genitorialità”
affrontato nel precedente numero, sottolineando che il primo problema da
affrontare è sicuramente la difficoltà nel raggiungere i genitori, unici
destinatari di questo intento formativo. Difficoltà non solo legate ad
impegni lavorativi e familiari, ma spesso determinate da alcuni
pregiudizi, quali la naturalità della funzione genitoriale (per istinto
ciascuno è in grado di crescer i figli), l’intangibilità della famiglia
(secondo cui qualunque tipo di prescrizione esterna comprometterebbe
l’originalità del nucleo familiare). “Non è la possibilità biologica di
procreare che rende adulto un genitore o che trasforma un adulto in
genitore: occorre possedere la capacità di considerare i figli come
persone dotate di diritti di per se stessi”, autoriflettere sul proprio
compito e avere supporti sociali per non abdicare al proprio ruolo
materno/paterno.
Anna Marina Mariani
Scuola Italiana Moderna, n.12, 1 marzo 2003, pp.6-8 |
|
|
|
|
Titolo:
Autore:
Rivista: |
Genitori si diventa
Importanza di educare i genitori alla genitorialità, sì, ma
non basta: occorre accettare che una tale formazione sia promossa non
solo durante i primi anni di vita dei figli, ma anche prima che la
coppia diventi ‘genitore’ e dopo con figli adolescenti, e dopo ancora
con figli giovani-adulti, che nonostante gli intensi rapporti con il
contesto extrafamiliare hanno ancora bisogno di adulti significativi al
proprio fianco come modelli con i quali confrontarsi per costruire la
propria autonomia e libertà. Il ‘diventare genitori’ quindi, è un
processo senza fine e che attraversa tanti e diversi momenti della vita
familiare; l’educazione alla genitorialità quindi, come formazione
permanente, in quanto permanente è la responsabilità dei genitori nei
confronti dei figli.
Anna Marina Mariani
Scuola Italiana Moderna, n.13, 15 marzo 2003, pp. 12-14 |
|
|
|
|
|
|
BAMBINI E
MEDIA |
|
|
|
Titolo:
Autore:
Rivista: |
Il personaggio computer
incontrato a 3 anni
La scuola non può non interrogarsi circa le nuove tecnologie
in quanto ormai parte dell’esperienza infantile già fin dai primi anni
di vita. È opportuno, inoltre, riconoscere le possibilità di “suscitare
modi nuovi e diversi di sperimentare, conoscere, modificare la realtà,
modi diversi di affermarsi come soggetti attivi, e infine modi diversi
(ma non per questo meno significativi) di stabilire relazioni e
comunicazioni umane” offerte dalle nuove tecnologie, demolendo il
pregiudizio che le vuole come promotrici di passività. Da qui nasce
l’esigenza di programmare nella scuola dell’infanzia situazioni di
incontro con il computer fin dai tre anni. L’autrice, insegnante della
Scuola dell’Infanzia Anderlini di Modena, presenta a tal proposito delle
attività proposte ad alcuni bambini della sua scuola e i risultati
ottenuti.
Paola Gozzi
Vita dell’infanzia, n.1, gennaio 2003, pp. 59-63 |
|
|
|
|
|
|
LA FAMIGLIA |
|
|
|
Titolo:
Autore:
Rivista: |
La famiglia e il benessere
degli adolescenti
Il nucleo monotematico curato da Bonino S. nel n.69 della
rivista Età evolutiva (gennaio 2001), affronta il problema del ruolo
strutturante che la famiglia possiede nel percorso di sviluppo
individuale, quale uno dei principali contesti di vita dell’adolescenza,
insieme al gruppo dei pari e alla scuola. Vi si trovano contributi di
vari autori ( Bonino S., Calandri E., Cattelino E., Ciairano S., Gerbino
M., Iafrate R., Ingoglia S., Jackson S., Lo Coco A., Miceli R., Pace U.,
Pastorelli C., Steca P., Vecchio G., Zappulla C.) che si interrogano
sulle diverse modalità di interazione tra adolescenti e famiglie e sul
modo in cui queste ultime possano contribuire allo sviluppo ottimale ed
al benessere adolescenziale. L’attenzione è in particolare centrata
sulla struttura e sul funzionamento familiare, sul sostegno e controllo
genitoriale e sulla capacità dei genitori (anche genitori affidatari) di
stabilire una buona comunicazione con i figli.
Bonino S. (a cura di)
Età evolutiva, n.69, gennaio 2001, Nucleo monotematico pp.43-94 |
|
|
|
|
|
NELLO SPECIFICO: |
|
|
|
|
Titolo:
Autore:
Rivista: |
Il contributo della struttura
e del funzionamento della famiglia nella promozione del benessere di
adolescenti di diverse fasce di età
Separazioni e divorzi sono processi che possono rendere i genitori
vulnerabili e non sempre adeguatamente in grado di svolgere il proprio
ruolo, con ripercussioni inevitabili sulla relazione con i figli
principalmente a livello comunicativo. Un altro aspetto importante
legato alla struttura familiare è la composizione del nucleo: gli
attuali sistemi familiari sono spesso deputati non solo alla cura e alla
crescita dei figli ma anche a quella degli anziani. Insieme alla
struttura gli autori prendono in considerazione anche numerose variabili
legate al funzionamento della famiglia che svolgono un ruolo centrale
nella promozione del benessere degli adolescenti, fra le quali il
sostegno (inteso come apertura al dialogo e alla condivisione) ed il
controllo ( monitoraggio e guida al comportamento). La ricerca
presentata in questo articolo conferma l’importanza della famiglia e
l’influenza delle sue caratteristiche strutturali e funzionali sul
benessere psicologico degli adolescenti.
Cattellino E., Calandri E., Bonino S.
Età evolutiva, n.69, gennaio 2001, pp. 49-60 |
|
|
|
|
Titolo:
Autore:
Rivista: |
Stile educativo genitoriale e
benessere psicosociale in adolescenza, Una ricerca in due nazioni
europee
Tre sono gli obiettivi principali della ricerca qui
presentata:
1. Costruire una tipologia di stili educativi capace di tenere presenti
anche i livelli medi di sostegno e controllo e la possibile presenza di
stili misti. Appare infatti limitata la classificazione dello stile
educativo nelle quattro categorie “autorevole” (alto sostegno e alto
controllo), “autoritario” (basso sostegno ed alto controllo),
“supportivo” (alto sostegno e basso controllo) e
“permissivo-inesistente” (sostegno e controllo bassi) realizzata tenendo
conto solo degli estremi (alto-basso) del continuum su cuisi collocano
il sostegno e il controllo genitoriale.
2. Individuare la combinazione controllo-sostegno maggiormente
favorevole per il benessere psicosociale degli adolescenti.
3. Confrontare il modello “mediterraneo” dell’Italia (caratterizzato in
adolescenza da alta vicinanza affettiva con i membri della famiglia e
lunga convivenza con i genitori) ed il modello “nordico-francese”
(contrassegnato da minore coinvolgimento affettivo e distacco precoce
dal nucleo familiare d’origine).
Ciairano S., Bonino S., Jackson S., Miceli R.
Età evolutiva, n.69, gennaio 2001, pp. 61-71 |
|
|
|
|
Titolo:
Autore:
Rivista: |
Comunicazione familiare e
percezione dei confini come predittori del benessere di adolescenti in
affido
L’articolo propone una ricerca, effettuata su un campione di 117
famiglie affidatarie composte da padre, madre e minore in affido,
condotta al fine di individuare, all’interno di due aspetti particolari
delle relazioni familiari quali la Comunicazione genitori-figli e la
dimensione cognitivo-affettiva della Percezione dei confini familiari, i
predittori del Benessere dell’adolescente in affido. Da tale studio
emerge che il buon andamento dell’affido e in particolare il benessere
del minore sono legati non solo alla capacità dei padri e delle madri di
stabilire una buona comunicazione con il figlio, ma anche ad una
percezione non ostile della famiglia naturale, soprattutto da parte
della madre affidataria. La condizione di “doppia appartenenza”
(appartenenza a due famiglie: quella naturale e quella affidataria) che
caratterizza l’affido richiede una capacità genitoriale molto articolata
e complessa.
Iafrate R.
Età evolutiva, n.69, gennaio 2001, pp. 72-79 |
|
|
|
|
Titolo:
Autore:
Rivista: |
Il ruolo delle convinzioni di
efficacia personale e genitoriale rispetto alle condotte delinquenziali
e all’uso di sostanze nel corso dell’adolescenza
Gli autori affrontano in questo articolo il tema
dell’intreccio delle convinzioni di autoefficacia individuale e
genitoriale su alcune forme di disadattamento psicosociale (condotte
delinquenziali e uso di sostanze) nell’adolescenza. La ricerca proposta
evidenzia l’azione sinergica giocata dalle precoci convinzioni di
efficacia dei genitori e dei figli nei diversi ambiti, convinzioni che
si rafforzano reciprocamente e che conducono ambedue le parti verso
esperienze positive, come ad esempio il successo scolastico, le buone
relazioni sociali, il non coinvolgimento in attività antisociali e il
mancato sviluppo di esiti depressivi. È pertanto importante un contesto
familiare nel quale i genitori stessi siano convinti di saper svolgere
la funzione di guida e supervisione non intrusiva, al fine di sviluppare
e rafforzare le convinzioni di autoefficacia personale degli
adolescenti.
Pastorelli C., Steca P., Gerbino M., Vecchio G.
Età evolutiva, n.69, gennaio 2001, pp. 80-87 |
|
|
|
|
Titolo:
Autore:
Rivista: |
Condizioni di stress genitoriale,
autonomia emotiva e adattamento psicologico durante l’adolescenza
L’interazione genitori-figli adolescenti è qui affrontata considerando
la relazione tra stress genitoriale, autonomia emotiva e adattamento
psicologico dell’adolescente. La difficile e faticosa conquista
dell’autonomia emotiva è da un lato fortemente legata al sostegno e al
controllo dei genitori e dall’altro genera nei genitori stessi un senso
di inadeguatezza educativa e nei figli atteggiamenti non sempre
positivi: ciò sottolinea che lo sviluppo adolescenziale è un percorso
contrassegnato da momenti critici, da difficoltà e incertezze, che
coinvolge non solo il minore, ma tutta la famiglia richiedendo di
ridefinire le relazioni reciproche, di fissare nuove regole alla vita
comune, di riarticolare la qualità della comunicazione.
Lo Coco A., Ingoglia S., Zappulla C., Pace U.
Età evolutiva, n.69, gennaio 2001, pp. 88-94 |
|
|
|
|