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Piano
Sociale Regionale 2000/2002
a) Comitato di redazione Il comitato di redazione ha definito le linee generali del Piano, strutturato l’indice del documento, individuato specifiche aree tematiche di approfondimento che costituiscono allegati al Piano sociale. – Ivano Alunni............... dirigente, Comune Città di Castello, designato per l’ANCI – Ugo Ascoli............... sociologo, Preside Facoltà di Economia – Università di Ancona – Rita Bartoloni........ ricercatrice, dirigente ISTAT regionale – Maurizia Bonanni............ dirigente, Assessorato Politiche Sociali – Aldo Bruni................. dirigente, Assessorato Formazione Professionale – Luca Calzola............ ricercatore, ISTAT regionale – Rita Cecchetti........ sociologa, coordinatore sociale Azienda USL n. 1 – Laura Cipollone......... dirigente, Assessorato Politiche Sociali – Stefano Federici............ geriatra, Azienda USL n. 4 – Gianni Giovannini........ dirigente, Assessorato Sanità – Adriana Lombardi.......... assistente sociale, Assessorato Politiche Sociali – Marinella Marconi assistente sociale, Azienda USL n. 3 – Paolo Montesperelli sociologo, dirigente IRRES – A. Maria Paci.................... medico, coordinatore sociale Azienda USL n. 3; – Teresa Pece................... dirigente, Assessorato Politiche Sociali – Adriana Scalabrini....... dirigente, Assessorato Sanità – Roberto Segatori........... sociologo, direttore Diploma Univers. servizio sociale (DUSS); – Simonetta........................... Silvestri assistente sociale, Assessorato Politiche Sociali – Carla Trampini........... assistente sociale, Azienda USL n. 2.
b) Coordinamento del Piano sociale L’Assessore alle Politiche Sociali, Marina Sereni, ha coordinato l’organizzazione del comitato, curato i coinvolgimenti di carattere partecipativo effettuati nel corso dei lavori di preparazione del Piano. Il Prof. Ugo Ascoli ha rivestito il ruolo di coordinatore scientifico del Piano. – Marina Sereni........... Assessore alle Politiche Sociali; – Ugo Ascoli................. Docente, Università di Ancona.
c) Comitato per la direzione e la redazione del Piano Il comitato costituisce l’organismo di sintesi dell’attività istruttoria che ha curato la redazione del documento di programmazione coordinatori: – Marina Sereni – Ugo Ascoli componenti: – Rita Cecchetti – Laura Cipollone – Adriana Lombardi – Marinella Marconi – Paolo Montesperelli – Roberto Segatori – Simonetta Silvestri d) Redazione dei capitoli del Piano a cura di:
– Ugo Ascoli ....................... ha redatto il capitolo 1, Breve riflessione sull’organizzazione sociale umbra e priorità del piano; il capitolo 2, Gli assi portanti e le azioni strategiche del piano ad esclusione del paragrafo 2.2.2, I percorsi formativi nel quadro del riordino nazionale dei profili professionali curato da Roberto Segatori. – Marina Sereni ................. ha redatto il capitolo 3, L’individuazione dell’assetto territoriale per la pianificazione sociale: gli ‘ambiti territoriali’; il capitolo 5, La programmazione “dal basso”: i Piani di Zona; il capitolo 6, Il sistema delle responsabilità condivise; il capitolo 12, Il finanziamento: le risorse pubbliche, le risorse private; il capitolo 13, Le scelte operative del primo triennio. – Adriana Lombardi.......... ha redatto il capitolo 4, La “rete dei servizi essenziali” per ogni ambito territoriale con la collaborazione di Marinella Marconi; il capitolo 8, Il sistema di regolazione sociale; il capitolo 10, Le regole per l’accesso ai servizi sociali, il capitolo 14, I rapporti con gli altri ambiti di governo della Regione. Ha curato il coordinamento redazionale del Piano. – Rita Cecchetti ............... ha redatto il capitolo 7, L’integrazione socio-sanitaria. – Simonetta Silvestri e Cinzia Ercolani hanno redatto il capitolo 9, Il sistema informativo-socio-assistenziale, (rispettivamente § 9.1 - 9.2 e § 9. - 9.3 - 9.4). – Laura Cipollone ............ ha redatto il capitolo 11, I progetti innovativi da sperimentare con la collaborazione di Alessandro Vestrelli e Raffaele Goretti.
e) Seminari di preparazione al Piano
– “Mutamenti e integrazione sociale in Umbria”, 9-10-1997, a cura di Paolo Leon, Studio CLES-Roma;
– “Il disagio dei normali”, 21-11-997, a cura di Duccio Demetrio (Università di Torino) e Paola Falteri (Università di Perugia);
– “La regolazione sociale”, 28-01-1998, a cura di Paola Piva, consulente Dipartimento Affari Sociali del Ministero per la Solidarietà sociale.
Indice generale
1. Breve riflessione sull’organizzazione sociale umbra e priorità del piano
2. Gli assi portanti e le azioni strategiche del piano 2.1 Gli assi portanti 2.2 Le azioni strategiche 2.2.1 Promozione e sostegno del terzo settore 2.2.2 I percorsi formativi nel quadro del riordino nazionale dei profili professionali
3. L’individuazione dell’assetto territoriale per la pianificazione sociale: gli ‘ambiti territoriali’ 3.1 Il contesto: potenzialità e punti critici 3.2 Gli ambiti territoriali
4. La “rete dei servizi essenziali” per ogni ambito territoriale 4.1 Gli obiettivi del sistema dei servizi sociali 4.2 L’organizzazione di territorio 4.3 Aree di Welfare, tipologie e standard di servizi 4.4 La rete dei servizi essenziali per ambito territoriale 4.5 L’assetto organizzativo dei servizi sociali
5. La programmazione “dal basso”: i Piani di Zona
6. Il sistema delle responsabilità condivise: istituzioni pubbliche, soggetti privati, sistema delle famiglie e reti parentali 6.1 Il sistema delle responsabilità condivise 6.1.1 La programmazione e la progettazione della nuova rete dei servizi 6.1.2 Le politiche per lo sviluppo locale e l’occupazione
7. L’integrazione socio-sanitaria 7.1 Aree ad elevata integrazione socio-sanitaria 7.2 Definizione convenzionale degli interventi Interventi socio-assistenziali Interventi sanitari Interventi sociali a rilievo sanitario 7.3 Modalità dell’integrazione
8. Il sistema di regolazione sociale 8.1 Il circuito regolativo della programmazione 8.1.1 Le modalità di verifica e di valutazione 8.1.2 Le modalità della partecipazione 8.2 Il circuito regolativo della gestione 8.2.1 Il Comune titolare e gestore 8.2.2 Le modalità di gestione – La gestione delegata – Il coordinamento fra Enti Locali: Comuni e Provincia 8.2.3 I meccanismi di selezione dei soggetti fornitori – L’autorizzazione – Gli standard di servizio – Il convenzionamento – L’accreditamento – Il ruolo della comunità – Il controllo e la vigilanza 8.3 Il circuito regolativo della produzione 8.3.1 La valutazione di qualità 8.3.2 Criteri guida dell’attività di valutazione
9. Il sistema informativo socio-assistenziale 9.1 Finalità del sistema informativo regionale 9.2 Organizzazione del sistema informativo regionale 9.3 Fasi di costruzione del sistema informativo regionale 9.4 Osservatorio sociale regionale
10. Le regole per l’accesso ai servizi sociali 10.1 Il modello universalistico selettivo 10.2 La determinazione dello stato di bisogno 10.3 La partecipazione dei cittadini alla spesa sociale 10.4 Il governo pubblico dell’accesso ai servizi sociali 10.4.1 L’ufficio della cittadinanza: porta di accesso alla rete dei servizi sociali
11. I progetti innovativi da sperimentare 11.1 L’innovazione 11.2 La sostenibilità e la valorizzazione sociale del lavoro di cura 11.3 L’accoglienza e l’inserimento sociale degli immigrati 11.4 L’occupabilità dei soggetti svantaggiati
12. Il finanziamento: le risorse pubbliche, le risorse private 12.1 La situazione di partenza 12.2 Gli obiettivi e la prospettiva 12.2a Le risorse regionali 12.2b Le risorse nazionali 12.2c Le risorse dell’Unione europea
13. Le scelte operative del primo triennio 13.1 Attivazione della tecno-struttura regionale entro il settembre 2000 13.2 Creazione del Sistema Informativo e avvio dell’Osservatorio Sociale entro il mese di dicembre 2000 13.3 Costituzione dell’Organismo di Coordinamento delle attività di formazione, aggiornamento, riqualificazione entro il giugno 2000 13.4 Definizione di un primo pacchetto di misure a sostegno dello sviluppo del Terzo settore entro il giugno 2000 13.5 Elaborazione di tutti i Piani di Zona entro il dicembre 2001 13.6 Individuazione di misure specifiche rivolte alle aree maggiormente colpite dal sisma del settembre ’97
14. I rapporti con gli altri ambiti di governo della Regione
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