sabato 22 febbraio 2003
La mia opinione su Bambini e televisione
Anna Caterina Caiello
Come insegnante condivido teoricamente le Sue affermazioni, dottoressa
Falcinelli, tuttavia ritengo che la soluzione del problema non sia
affatto facile. Come conciliare infatti le Sue proposte a proposito
della necessità di sdrammatizzare le immagini televisive con la realtà
sempre più frequente di famiglie invece sempre meno presenti, in cui i
genitori lavorano per parecchie ore della giornata e lasciano soli figli
sempre più spesso unici, che si fanno compagnia soltanto con la
televisione? Al di là del tempo scuola, nel quale peraltro solo
parzialmente si riesce ad affrontare i problemi di tutti, così diversi e
vari, dove altrimenti è possibile “rendere lo spazio e il tempo di vita
del bambino così bello, così piacevole, così interessante da sentire
meno forte il bisogno di accendere la TV”? Quali momenti così felici
sono riservati ai bambini allevati nel consumismo sostitutivo
dell’affetto? La famiglia purtroppo è sempre meno uno spazio condiviso
in cui il bambino fa esperienze relazionali positive! C’è poi, a parer
mio, un altro grave problema nella crescita del bambino: la mancanza
della figura maschile (sostituita spesso proprio dagli eroi “mitici”
della televisione) come modello nell’età evolutiva. Che non è cosa da
poco, se si considera che i padri sono spesso i grandi assenti nel
processo educativo, che quasi tutti i figli di separati sono affidati
alle madri, che nella scuola la grandissima maggioranza degli insegnanti
è costituita da donne! Potrò apparire assai pessimista, ma torno a
ribadire che fra tante interessantissime teorie e la pratica quotidiana
c’è comunque un abisso! Sarei del parere invece che la TV, trattandosi
di uno strumento tanto capillarmente diffuso, non solo in ogni casa, ma
quasi in ogni stanza, sarebbe opportuno usarla per supportare tutte
quelle “educazioni” demandate ormai quasi esclusivamente alla scuola:
alla legalità, al rispetto delle regole stradali, al rispetto
dell’ambiente, alla salute, ecc. Non crede, professoressa, che si
potrebbe suggerire a chi è responsabile dei programmi televisivi almeno
di tentare? Tanto… peggio di com’è usata ora, non credo si possa usare
la TV!
Continuerò a leggere con interesse i Suoi interventi.