Homepage

Interventi

Eventi

Risorse

Links
Legislazione
Domande & Risposte
Agorà
Redazione

Interventi

Bambini e televisione
di Floriana Falcinelli
 
I commenti dei lettori

Bambini e computer
di Chiara Laici

Bambini e videogiochi
di Alessia Rosi

Infanzia smarrita nelle famiglie disgregate
di Maria Porticelli


Per la lettura di alcune pagine di questo sito è necessario utilizzare Acrobat Reader ®

  

 

BAMBINI E TELEVISIONE
I COMMENTI DEI LETTORI

.I COMMENTI DEI LETTORI.

In questa sezione trovano spazio i commenti inviati dai lettori e le risposte dell'autore. Vi invitiamo a contribuire cliccando sul pulsante "Invia il tuo commento", presente in fondo ad ogni articolo.
 

Invia il tuo commento

 

sabato 22 febbraio 2003
La mia opinione su Bambini e televisione
Anna Caterina Caiello

Come insegnante condivido teoricamente le Sue affermazioni, dottoressa Falcinelli, tuttavia ritengo che la soluzione del problema non sia affatto facile. Come conciliare infatti le Sue proposte a proposito della necessità di sdrammatizzare le immagini televisive con la realtà sempre più frequente di famiglie invece sempre meno presenti, in cui i genitori lavorano per parecchie ore della giornata e lasciano soli figli sempre più spesso unici, che si fanno compagnia soltanto con la televisione? Al di là del tempo scuola, nel quale peraltro solo parzialmente si riesce ad affrontare i problemi di tutti, così diversi e vari, dove altrimenti è possibile “rendere lo spazio e il tempo di vita del bambino così bello, così piacevole, così interessante da sentire meno forte il bisogno di accendere la TV”? Quali momenti così felici sono riservati ai bambini allevati nel consumismo sostitutivo dell’affetto? La famiglia purtroppo è sempre meno uno spazio condiviso in cui il bambino fa esperienze relazionali positive! C’è poi, a parer mio, un altro grave problema nella crescita del bambino: la mancanza della figura maschile (sostituita spesso proprio dagli eroi “mitici” della televisione) come modello nell’età evolutiva. Che non è cosa da poco, se si considera che i padri sono spesso i grandi assenti nel processo educativo, che quasi tutti i figli di separati sono affidati alle madri, che nella scuola la grandissima maggioranza degli insegnanti è costituita da donne! Potrò apparire assai pessimista, ma torno a ribadire che fra tante interessantissime teorie e la pratica quotidiana c’è comunque un abisso! Sarei del parere invece che la TV, trattandosi di uno strumento tanto capillarmente diffuso, non solo in ogni casa, ma quasi in ogni stanza, sarebbe opportuno usarla per supportare tutte quelle “educazioni” demandate ormai quasi esclusivamente alla scuola: alla legalità, al rispetto delle regole stradali, al rispetto dell’ambiente, alla salute, ecc. Non crede, professoressa, che si potrebbe suggerire a chi è responsabile dei programmi televisivi almeno di tentare? Tanto… peggio di com’è usata ora, non credo si possa usare la TV!
Continuerò a leggere con interesse i Suoi interventi.


  SITI CORRELATI
 

© Copyright 2003 Fondazione Carlo Caetani della Fargna. Tutti i diritti sono riservati.