Affrontando
il tema dell'autonomia, dal punto di vista dei genitori, occorre
innanzitutto individuare gli spazi giuridicamente legittimati di
pertinenza dei genitori stessi. La regolamentazione dell'autonomia
scolastica è data dei DPR 275 dell'8/3/’99. Gli articoli che riguardano
in particolare le famiglie sono l'art.1 e l'art.3. L'autonomia si
sostanzia nella progettazione e realizzazione di una offerta formativa
adeguata ai diversi contesti, alla domanda delle famiglie, ai bisogni
degli alunni funzionale all'attuazione di interventi di istruzione,
educazione e formazione mirati allo sviluppo della persona.
Le finalità
e gli obiettivi formativi dei testi programmatici assumono principi
educativi ed orientamenti di valore condivisi dal mondo della scuola e
dalla comunità nazionale. La concreta attuazione di questi obiettivi
viene "regolata" sull'alunno "concreto", considerato nella sua realtà
locale, tenendo conto, dunque, dell'ambiente sociale e culturale di suo
riferimento. Gli obiettivi fondamentalmente sono di due tipi: "formativi
programmatici" e "formativi di contesto". Le istanze di contesto vanno a
comporre (nella misura dei 15%) il "curricolo locale" che integra il
"curricolo nazionale obbligatorio" (quota 85%).
Il piano dell'offerta
formativa (POF) contiene, pertanto, indirizzi di "curricolo locale" e di
"curricolo nazionale obbligatorio". L'art.3, punto 3, dei regolamento
sull'autonomia recita testualmente "... il Piano dell'Offerta Formativa
è elaborato dal collegio dei docenti sulla base degli indirizzi generali
e delle scelte generali di gestione e di amministrazione definiti dei
consiglio di circolo o di istituto, tenuto conto delle proposte e dei
pareri formulati dagli organismi e dalle associazioni anche di fatto dei
genitori e, per le scuole secondarie superiori,degli studenti. Il Piano
è adottato dal consiglio di circolo o di istituto...".
I genitori sono
quindi chiamati a partecipare in maniera attiva alla formulazione di
proposte educative: "formali proposte vanno proposte in maniera
formale". Occorre pertanto realizzare assemblee, le cui istanze possano
essere assunte dal Collegio dei docenti ai fini della definizione dei
Piano dell'Offerta Formativa (è necessario prevedere in anticipo i punti
che dovranno essere discussi dai genitori in sede assembleare). Bisogna
inoltre considerare che ogni POF dovrebbe assumere linee significative
di carattere culturale e formativo, trovando fondamento e legittimazione
sulla base di accreditati presupposti teorici (es. idea di alunno
derivante dall'epistemologia costruttivista).
Per quanto riguarda l'autonomia amministrativa è il caso di precisare
che allo Stato compete erogare finanziamenti per la realizzazione
dell'offerta formativa, per la retribuzione del personale e per
l'attuazione di "progetti speciali"; sta poi alle singole istituzioni
scolastiche reperire ulteriori finanziamenti da parte di
Enti/Istituzioni e dei genitori. I genitori hanno il diritto di disporre
di copia di tutti i livelli di progettazione elaborati (POF,
progettazione educativa, progettazione didattica di modulo/consiglio di
classe, progettazione didattica del singolo insegnante, piano educativo
individualizzato (alunni in situazione di handicap), singoli progetti.
Attualmente, in ragione della vastità dei cambiamenti che investono il
mondo della scuola, si determina un comprensibile difetto di
comunicazione tra docenti e genitori.
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