INTERNET I
MINORI: ISTRUZIONI PER L’USO
Analisi
dei risultati del questionario sull’uso di Internet in un campione di famiglie
di Città della Pieve (PG), presentati nel corso del convegno “Internet e i
minori: istruzioni per l’uso”
di Chiara Laici
TABELLA: I
RISULTATI DELL'INDAGINE
Il Centro per lo Studio e la Prevenzione del Disagio nell'Infanzia
ha ritenuto utile, anche in relazione al seminario di studio tenutosi il 15
Dicembre scorso sul tema "Internet
e Minori: istruzioni per l'uso", di effettuare una indagine conoscitiva
sul territorio di Città della Pieve. Tale indagine è stata rivolta in particolare
ai genitori, per capire se ed in che modo si utilizza Internet e quali solo
le paure e i timori che questa nuova tecnologia suscita sia fra le persone
che già conoscono Internet, sia fra chi non ha ancora esperienza di Internet.
Il questionario scelto per l'indagine è stato sperimentato da Webscuola, è completamente anonimo ed è strutturato
in 4 aree di indagine. La prima area
definita "grado di confidenza con Internet" delinea il profilo
dell'utente. La seconda area definita "i motivi dell'utilizzo"
indaga sul perché si utilizza internet. La terza area definita "eventuali
difficoltà di utilizzo" indaga sulle difficoltà oggettive e soggettive
nell'utilizzo di Internet. La quarta area definita"le paure percepite"
indaga sui timori che Internet suscita nei genitori. I genitori che
già utilizzavano Internet dovevano rispondere alle domande di tutte le aree,
mentre i genitori che ancora non avevano esperienza di Internet potevano rispondere
solo alle domande dell'area 4. Il questionario prevedeva domande chiuse a
risposta multipla per le prime 3 aree, mentre per l'area 4 si doveva attribuire
un punteggio di rischio da un minimo di 1 a un massimo di 5. Sono stati
analizzati 72 questionari, quindi hanno partecipato all'indagine 72 genitori.
Dei 72 genitori intervistati, 55 già utilizzano Internet, mentre 17 non hanno
ancora mai utilizzato Internet. Il profilo dell'utente inizia a delinearsi
da subito prendendo in esame i dati della prima area dai quali emerge
che delle persone che già utilizzano Internet, ben 28 su 55 lo fanno da più
di due anni. In 22 casi si è imparato ad utilizzare questa nuova tecnologia
grazie all'intervento di un familiare, mentre in 19 casi c'è stato un apprendimento
autonomo. Dalle domande che analizzano la frequenza del collegamento e la
durata, emergono dati che delineano però una situazione di scarso coinvolgimento
nell'utilizzo della nuova tecnologia. Infatti 29 persone su 55 si collegano
addirittura raramente e quasi la totalità delle persone, 42 su 55, rimane
collegata per meno di un'ora. Altro interessante dato è quello che emerge
dalla domanda che indaga su "con chi sei quando ti colleghi": sono
infatti in 39 su 55 a
rispondere che si connettono ad Internet da soli, e solo in 15 casi ci si
collega anche con un figlio. Questo dato è sicuramente da non sottovalutare
perché denota come la navigazione avviene quasi sempre in maniera "solitaria",
in ogni caso bisogna considerare che il questionario utilizzato è anonimo
e non permette di conoscere né l'età dei genitori né quella dei loro figli
(che per esempio potrebbero essere talmente piccoli da non poter partecipare
alla navigazione con un genitore). Analizzando le risposte relative all'area
che indaga i motivi dell'utilizzo emerge che il gioco e lo studio sono
i motivi trainanti del collegamento ad Internet, che viene considerata utile
dalla quasi totalità dei genitori, utile in particolar modo per informarsi
e per studiare. Un dato su cui riflettere è quello che ci dice poi che solo
in 7 casi si considera Internet utile per conoscere e comunicare con altre
persone, situazione che sostiene una preferenza di utilizzo della rete come
risorsa privilegiata per la ricerca di informazioni, ma poco sfruttata come
punto di incontro e riflessione tra le persone. Per quanto riguarda l'area
che analizza la difficoltà di utilizzo di Internet un dato primeggia su tutti,
l'alto costo del collegamento. Su 55 genitori che utilizzano Internet, hanno
risposto alle domande relative alle paure suscitate da Internet in 21. Mentre
dei 17 genitori che non utilizzano Internet, hanno risposto in 5. Le paure
suscitate da Internet, sia in chi già utilizza Internet, sia in chi non conosce
ancora direttamente Internet, sono molto simili se non addirittura identiche.
I rischi generalmente riconosciuti come più pericolosi sono la possibilità
di accedere a siti non idonei, di fare brutti incontri, e l'isolamento dalla
realtà. I contenuti ritenuti più rischiosi sono pornografia e pedofilia,
l'esaltazione all'uso di droga e alcool e infine la violenza e l'intolleranza.
I modi di incontrarsi ritenuti più pericolosi sono la chat e la webcam,
con la sola differenza che chi già conosce Internet ritiene la chat pubblica
meno pericolosa della presumibilmente più intima chat privata. In ogni caso
le risposte date da chi già utilizza e chi non utilizza ancora Internet, lo
ribadiamo, sono molto simili. Le risposte sono probabilmente influenzate da
stereotipi e si evidenzia perciò una profonda necessità di sviluppare un
certo senso critico che supponiamo sia ancora poco presente. Lo sviluppo
del senso critico non è assolutamente traguardo facile da raggiungere. Dobbiamo
infatti considerare che la comprensione dell'epoca in cui viviamo è resa ancora
più difficile dal cambiamento della tecnica (e quindi delle nuove tecnologie)
che oggi è estremamente veloce, mentre gli esseri umani hanno necessità
di un tempo per comprendere la tecnica. È comunque necessario tentare di
essere protagonisti e non solo spettatori di questo processo di cambiamento
ormai inevitabilmente in atto. Non dobbiamo mai dimenticare infatti che dietro
ad ogni tecnologia, ad ogni strumento, c'è sempre l'uomo, con la
sua capacità di organizzare l'informazione e di rielaborarla, con la sua capacità
di trovare riposte nuove ed originali ai problemi. È l'uomo infatti che
utilizza la tecnologia, e la tecnologia in sé non è né negativa né positiva,
ma è l'utilizzo che un uomo ne fa ad essere più o meno positivo
e produttivo. Quindi non dobbiamo fare un'analisi che ci porta a considerare
le tecnologie un bene o un male assoluto, ma dobbiamo invece cercare
di sviluppare un senso critico per considerarle come risorse che ci
possono aiutare a migliorare il nostro mondo e a vivere un po' meglio.