Facendo
seguito alla presentazione del proprio sito Internet, il Centro per lo
studio e la prevenzione del disagio nell’infanzia ha proseguito con gli
incontri in Città della Pieve, rivolgendosi direttamente alle famiglie e
a quanti operano con e per le famiglie, attraverso due Conferenze,
finalizzate a fornire non solo un quadro delle situazioni di rischio per
i minori all’interno di famiglie sofferenti e smarrite, ma anche a
indicare valori guida e a proporre alcune esperienze di aiuto alle
famiglie e ai bambini. Presieduti dall’Arcivescovo S.E. Mons. Giuseppe
Chiaretti, e coordinati dalla Professoressa Floriana Falcinelli, i due
incontri si sono svolti l’8 aprile e il 6 maggio.
Bambini e adolescenti stanno attraversando una singolare stagione di
sofferenza, che richiede una nuova e più avvertita sensibilità e
interventi meditati e non occasionali: a questa accorata denuncia
espressa dall’Arcivescovo S.E. Mons. Giuseppe Chiaretti intende
rispondere il Centro, il cui orientamento, come illustrato dalla
Professoressa Falcinelli, è proprio quello di offrire stimoli per
approfondire le problematiche riguardanti l’infanzia nelle sue relazioni
primarie e vitali con la famiglia e con il più ampio contesto culturale,
sia attraverso il sito Internet, sia con una serie di incontri. Il
Centro si pone al servizio della comunità e della famiglia, luogo
fondativo per la costruzione dell’identità personale, della fiducia e
dell’apertura all’altro, base necessaria da cui partire per esplorare il
mondo.
In tale prospettiva sono state progettate le due Conferenze che portano
l’attenzione su relazioni familiari in cui i valori di riferimento sono
stati smarriti o mai conosciuti, e che diventano fonte di disagio per i
bambini che vi si trovano coinvolti: se la famiglia soffre, anche il
bambino soffre. Differenti sono le tipologie del disagio, di tipo
psicologico (ma a volte anche fisico), correlate a situazioni di
deprivazione economica e morale, a crisi familiari, a stati di abbandono
e di violenza, a particolari emergenze o crisi evolutive che non trovano
risposte adeguate.
Il disagio, le cui dimensioni e qualità sono sovente difficilmente
valutabili, può nascere all’interno delle famiglie quando queste
smarriscono il senso del compito “procreativo”, quando vengono meno, a
volte anche in modo incolpevole, all’impegno di cura responsabile e di
formazione umana nei confronti dei figli, di quell’infanzia di cui non
sanno ascoltare la voce,a cui non sanno dare relazioni generative della
persona nella sua dignità personale e comunitaria. Le due Conferenze
hanno perseguito lo scopo di far riflettere, con taglio pedagogico,
sulle cause del disagio e sulle possibili risposte da offrire alle
persone in difficoltà, articolandosi su tre aspetti nodali:
1. analisi e descrizione, a grandi linee, della situazione di rischio e
di disagio, così come può essere delineata da due osservatori
privilegiati: la Procura della Repubblica del Tribunale per i minori di
Perugia (intervento del dott. Piero Cenci), e il Consultorio diocesano
per la famiglia (intervento della dott. Francesca Barone);
2. individuazione e proposta dei valori di riferimento per la
prevenzione del disagio (intervento di Don Antonio De Paolis del 8
aprile).
3. presentazione di alcune soluzioni operative, sul versante più
specifico di sostegno alla coppia coniugale (intervento di Mons. Carlo
Rocchetta), e su quello delicatissimo dell’accoglienza in affido di
bambini travolti da relazioni famigliari a rischio (intervento
di
Lia Trancanelli del 6 maggio.
Nell’ottica del servizio le relazioni sono integrate da indicazioni
bibliografiche essenziali (ordinate per argomento, in parte tratte dal
lavoro di ricerca di don Antonio De Paolis “Le conseguenze etiche e
psicologiche della frattura del vincolo nuziale nei coniugi e nei
figli”, febbraio 2003, in parte frutto del lavoro dello Staff del
Centro), e da alcuni dati statistici relativi alla condizione
dell’infanzia in Umbria (fonte: Quaderni del Centro per l'infanzia e
l'età evolutiva, Regione Umbria, Infanzia in Umbria. Dati e analisi sulla
condizione delle bambine e dei bambini, Guerra edizioni, Perugia 2001).
I testi delle relazioni non sono stati rivisti dai relatori stessi, ma,
grazie alla versatilità del mezzo, sono aperti a eventuali correzioni o
integrazioni sempre ben accette.
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