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Atti dei convegni
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INFANZIA A RISCHIO
IN FAMIGLIE SMARRITE:
QUALE SITUAZIONE?
QUALE PREVENZIONE?
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INFANZIA A RISCHIO
IN FAMIGLIE SMARRITE:
ALCUNE RISPOSTE
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INFANZIA
A RISCHIO IN FAMIGLIE SMARRITE:
QUALE SITUAZIONE? QUALE PREVENZIONE?
PIERO CENCI
Procuratore presso il
Tribunale per i Minori di Perugia |
La
relazione del giudice Cenci è stata finalizzata a descrivere la
situazione generale che vede famiglie e bambini coinvolti in situazioni
di disagio per le quali è richiesto un intervento della giustizia. La
risposta giudiziaria può assumere forme diverse, ma, in base alla
propria vasta esperienza, il relatore sottolinea come questa risposta
sia caratterizzata da un sostanziale fallimento per quanto riguarda la
tutela del soggetto debole.
1. IL GIUDICE E I MINORI
Il Giudice tutelare, presso ogni Tribunale soprintende alle tutele
(344cod. civ.); il tutore ha la cura della persona del minore (357 cod.
civ.): in pratica si fa solo tutela patrimoniale. Il Giudice delle
separazioni e dei divorzi è l’organo giudiziario ad oggi più impegnato:
presso il Tribunale di Perugia: la media delle comparizioni dei coniugi
è di trenta alla settimana (sei per cinque giorni). Nell’ultimo anno le
separazioni in Umbria sono state 1409. Il dato quantitativo, già di per
sé preoccupante, è reso più grave dalla constatazione che, nelle
separazioni e nei divorzi consensuali, invece di essere in presenza di
accordi meditati tra i coniugi con particolare attenzione alla tutela
dei figli, si assiste, invece, a una banalizzazione e “privatizzazione”
delle cause del dissidio e degli accordi relativi alla prole.
Mentre nei primi tempi di applicazione della legge sul divorzio le
coppie manifestavano un certo disagio nel ricorrere all’istituto della
separazione, oggi tale via viene percorsa come diritto individuale
dell’uno o dell’altro coniuge. Anche gli accordi circa l’affidamento dei
figli, quando non sono occasioni di ricatto, vedono spesso il coniuge
non affidatario più propenso a rispettare gli impegni di tipo economico
più che a garantire una presenza educante accanto al figlio. Ne consegue
che le separazioni consensuali, che sono sempre più numerose, lungi dal
costituire occasione per una riduzione del disagio per i figli,
costituiscono un grave pericolo, perché occultano un sostanziale
disinteresse nei confronti della prole e diventano l’alibi per la
latitanza della figura paterna e per una sostanziale irresponsabilità
dei genitori nei confronti dei figli.
Le sentenze, mentre definiscono dettagliatamente la suddivisione dei
“beni”, per quanto riguarda i figli si concludono, in genere, con due
righe standard, con la formula: “il figlio è affidato alla madre”. Tale
situazione nasconde i veri problemi e i fattori di rischio sia per i
figli che per il padre, che tende a essere espropriato del proprio
ruolo, poiché la giurisprudenza solo eccezionalmente prende nella dovuta
considerazione ciò che sempre più viene riconosciuto a livello di studi
e ricerche, ma che, salvo importanti eccezioni, non è ancora entrato
nella prassi: il riconoscimento che la presenza della figura paterna è
elemento fondamentale e necessario per la crescita personale del figlio,
equilibrata e autonoma.
2. SEGNALAZIONE DI SITUAZIONI DI DISAGIO DEI MINORI
La Procura per i minori di Perugia riceve circa 1000 segnalazioni di
situazioni di disagio minorile all’anno, con una casistica che comprende
differenti forme, fino a giungere al reato. Non tutte le manifestazioni
di disagio sono da ascrivere alla categoria del reato: per esempio, una
fuga da casa o una violenta lite in famiglia non costituiscono reato, ma
sono indice di sofferenza e di rischio per la crescita equilibrata e
consapevolmente responsabile dei figli. È invece un dato di fatto
confermato dall’esperienza quotidiana che là dove un minore ha commesso
un reato, si è in presenza di una storia personale segnata da situazioni
di disagio familiare.
In ogni caso la regola è che ogni condotta inadeguata del genitore, che
sia di pregiudizio per il minore, debba essere segnalata per attivare un
intervento del Giudice specializzato. Quando la Procura riceve
segnalazioni di reati commessi da minori, a questo punto il danno è già
stato fatto: occorre quindi spostare l’attenzione sulla prevenzione, che
chiama direttamente in causa relazioni famigliari inadeguate, in cui è
stato smarrito il senso e il valore educativo dell’essere famiglia o la
famiglia stessa si è frantumata e si è persa.
3. TIPOLOGIA DI CONDOTTE FAMILIARI INADEGUATE
La tipologia delle condotte inadeguate che vengono portate
all’attenzione della procura per i minori di Perugia, pur nella
complessità e originalità di ciascuna situazione, può essere ricondotta
a tre categorie di genitori a rischio.
a) Genitori sempre più irresponsabili e immaturi, sia all’interno
di famiglie “normalmente unite” che di famiglie con genitori separati e
i figli in affidamento a uno dei due coniugi. In quest’ultimo caso i
comportamenti più frequentemente denunciati e fonte di disagio per i
minori sono la latitanza del coniuge non affidatario oppure l’invischiamento
del genitore affidatario (soprattutto le madri) in una serie di
relazioni extraconiugali.
b) Genitori tossicodipendenti, da cui si originano due fonti
particolarmente gravi di disagio:
la prima è la nascita di figli già in crisi di astinenza al momento del
parto, con le conseguenze relative sul piano delle cure mediche e
dell’assistenza psicologica necessarie; l’altra va individuata nel fatto
che, spesso, si è in presenza di madri nubili e di figli vittime di
concepimenti occasionali, per lo più in seguito a rapporti “per pagare
la dose” allo spacciatore.
In tali situazioni diventa problematico anche il ricorso alla figura dei
nonni materni, poiché è problema delicato l’eventuale affidamento di un
bambino a persone che, come genitori, sono stati a loro volta
inadeguati.
Sovente viene presa la decisione di inviare in Comunità di recupero
madre e bambino, ma il procuratore Cenci esprime la propria non
condivisione per tale scelta, che costringe il bambino a crescere e
vivere per anni in un ambiente artefatto e di per sé non esente da
rischi.
c) Genitori appartenenti a etnie o a sette che hanno comportamenti e
abitudini culturali fonte di rischio per i figli. Rientrano in questa
tipologia gruppi molto eterogenei, dai Testimoni di Geova ai nomadi,
agli immigrati nordafricani.
I Testimoni di Geova, per esempio, coinvolgono i propri figli in maniera
molto pesante, estraniandoli dal contesto socioculturale di vita, fino a
negare il diritto alla salute quando le cure collidono con i principi
che regolano tale gruppo.
Per quanto riguarda i nomadi, il fenomeno dell’accattonaggio con bambini
ancora in fasce è un dato di realtà drammatico, così come l’avvio a
compiere furti dei bambini più grandicelli; quest’ultimo aspetto si
registra anche tra gli extracomunitari. I nordafricani, inoltre,
utilizzano i minori anche per lo spaccio di droghe.
4. TIPOLOGIA DEGLI INTERVENTI DEL TRIBUNALE PER I MINORI
La tipologia degli interventi del Tribunale per i minori è articolata.
Si va dalle semplici prescrizioni ai genitori di comportamenti atti a
evitare il disagio, all’intervento “coatto” dei Servizi, che può
condurre al collocamento eterofamiliare del minore (per esempio con un
affido temporaneo), o all’allontanamento irreversibile del minore
dall’ambiente familiare patogeno. Nei casi con rilevanza penale il
minore può essere rinchiuso in carcere.
Nei casi di minori avviati al
furto e allo spaccio, la scelta del carcere, sottolinea amaramente il
relatore, può avere una valenza positiva: in questi casi l’ambiente del
carcere minorile, in cui sono presenti educatori, in genere Salesiani,
può essere luogo più idoneo, rispetto alla famiglia, per veicolare
modelli di comportamento corretti e positivi.
Un’ultima tipologia di situazioni a rischio per i bambini è indicata
nelle violenze sessuali, intra o extra familiari. Su cento denunce
pervenute al Tribunale per i minori, il 70% riguarda violenze
extrafamiliari. raramente giungono denunce di violenze intra familiari,
che, rimanendo occulte, risultano ancor più orrende e devastanti.
In conclusione il relatore ribadisce come si debba prestare una grande
attenzione agli interventi preventivi civili nei confronti delle
famiglie “inadeguate”, poiché l’esperienza documenta come lo stragrande
numero dei minori che delinque provenga da un pesante vissuto di
situazioni di disagio familiare, tale da rientrare ancora nel solo
Codice civile (rarissimi sono i minori che delinquono occasionalmente),
che non è stato adeguatamente valutato è “curato”.
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INDICAZIONI BIBLIOGRAFICHE
QUADERNI DEL CENTRO PER L’INFANZIA E L’ETÀ EVOLUTIVA, REGIONE DELL’UMBRIA,
Infanzia in Umbria. Dati e analisi sulla condizione delle bambine e dei
bambini, Guerra edizioni, Perugia 2001.
[Il Centro è inserito nella rete degli Osservatori regionali per
l’infanzia e l’adolescenza promossa dalla legge 451/97 Turco-Napolitano,
che ha istituito anche l’Osservatorio nazionale “degli Innocenti”di
Firenze. In questo primo quaderno sono presentate e analizzate una serie
di tabelle statistiche [di cui alcune sono riportate a parte] da cui
emerge il quadro delle condizioni dei minori in Umbria, dalle situazioni
di disagio e marginalità, abuso e maltrattamenti, ai provvedimenti del
giudice tutelare, dalla descrizione della quotidianità fino ai minorenni
condannati sul piano penale, alle strutture residenziali per i minori in
Umbria].
QUADERNI DEL CENTRO NAZIONALE DI DOCUMENTAZIONE E ANALISI PER L’INFANZIA
E L’ADOLESCENZA, Istituto degli Innocenti, Firenze: [disponibili anche
sul sito www.minori.it].
n. 4, Figli di famiglie separate e ricostituite, luglio 1998.
n. 13, Indicatori europei dell’infanzia e dell’adolescenza,Gennaio 2000.
n.16, Adozioni internazionali,Maggio 2000.
n. 17, I numeri italiani. Infanzia e adolescenza in cifre, dicembre
2000;
n. 19, Le violenze sessuali sui bambini,febbraio 2001.
n. 22, I numeri europei, giugno 2002.
n. 24, I bambini e gli adolescenti in affidamento familiare, agosto 2002
n. 25, Dati sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia,
Luglio 2002
[Il Quaderno si sviluppa in venti capitoli tematici che riguardano i
diversi indicatori dei fenomeni sociali che caratterizzano i minori (
per es. popolazione, adozioni, violenze, istruzione…), ed è completato
da un commento analitico ai dati che consente una lettura esaustiva dei
fenomeni che riguardano l’infanzia e l’adolescenza in Italia].
“Cittadini in crescita”, Rivista di documentazione del Centro Nazionale
di Documentazione e Analisi per l’Infanzia e l’Adolescenza, Firenze,
Istituto degli Innocenti
anno I, n.1, 2000: Fattori di rischio e di protezione per i figli dei
separati.
[Rivista trimestrale “per la conoscenza e l’aggiornamento su
problematiche emergenti e su iniziative nazionali e internazionali
attuate dalle istituzioni e dal privato sociale nell’ambito di infanzia,
adolescenza e famiglia. Comprende contributi di analisi e proposte,
resoconti sintetici di iniziative, attività e dibattiti intrapresi e
sviluppati a livello internazionale e locale, e propone alcuni documenti
ritenuti particolarmente significativi.”].
QUADERNI DELL’ASSOCIAZIONE ITALIANA DEI GIUDICI PER I MINORENNI, I figli
contesi. L’affidamento dei minori nella procedura di separazione, a cura
di SARACENO C., PRADI M., Milano, Unicopli, 1991.
BRUNO M., THOMAS R., Provvedimenti a tutela dei minori, Giuffrè, Roma,
1998.
MALAGOLI TOGLIATTI M., MONTINARI G., (a cura di), Famiglie divise. I
diversi percorsi fra giudici, consulenti e terapeuti, Franco Angeli ,
Milano,1999.
QUILICI M., Separazione e affidamento: paternità negata?, in ANDOLFI M.,
Il padre ritrovato. Alla ricerca di nuove dimensioni paterne in una
prospettiva sistemico-relazionale, Franco Angeli, Milano,2001.
TIBERIO A., CERICOLA A, Vi dichiaro separati. Separazione, divorzio e
mediazione, Franco Angeli , Milano,1999.
ALCUNI DATI STATISTICI
Dati ISTAT su separazioni e divorzi , già presenti nel nostro sito.
Dati tratti da QUADERNI DEL CENTRO PER L’INFANZIA E L’ETÀ EVOLUTIVA,
REGIONE DELL’UMBRIA, Infanzia in Umbria. Dati e analisi sulla condizione
delle bambine e dei bambini, Guerra edizioni, Perugia 2001. [la
numerazione delle tabelle è rimasta quella del testo utilizzato come
fonte]:
Tab.2: Minori per sesso, per Comune e per Provincia in Umbria: valori
assoluti
Tab.92: Suicidi accertati da Polizia e Carabinieri per classi di età e
sesso per regione e per ripartizione territoriale (valori percentuali).
Tab.93: Tentativi di suicidio accertati da Polizia e Carabinieri per
classi di età e sesso per regione e per ripartizione territoriale
(valori percentuali).
Tab.98: Interruzioni volontarie della gravidanza per regione di
residenza. Anno 1996. (valori assoluti).
Tab.110: Minorenni condannati secondo alcuni caratteri negli anni
1992-96. (dati nazionali, valori assoluti).
Tab.111: Minorenni condannati secondo alcuni caratteri negli anni
1992-96. (dati nazionali, valori percentuali)
Tab.112: Persone denunciate per cui l’Autorità giudiziaria ha iniziato
l’azione penale, per tipo di delitto. Anno 1996.
Tab.115: Movimento dei procedimenti in materia civile di competenza dei
Tribunali per minorenni, per tipo di procedimento. Anno 1996. Distretto
di Corte di appello di Perugia.
Tab.116: Provvedimenti del Giudice tutelare per tipo: anno 1996.
Distretto di Corte di appello di Perugia. Pretura.
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